giovedì 10 settembre 2009

FESTIVAL DEL COPYLEFT

Un po' di tempo fa avevo scritto un post sul copyright, ovvero il diritto d'autore, e sul suo opposto, il copyleft, ovvero un sistema di licenze che permette ai fruitori di poter usare, riprodurre e modificare un programma liberamente (Wikipedia e il sistema operativo Linux ne sono esempi). Alla base del copyleft vi è l'idea che la diffusione della conoscenza e della cultura sia un fattore imprescindibile, nonchè un vantaggio in molti campi. Si pensi, ad esempio, a quanto si potrebbe risparmiare se nell'amministrazione pubblica tutti i pc usassero un sistema operativo open source invece di pagare la licenza a Microsoft o alla Apple.
E di questo si parlerà al Festival del Copyleft, in programma ad Arezzo dall'11 al 13 settembre: "sarà fornita una dimostrazione delle possibilità dell'open source grazie al nuovo servizio gratuito di accesso alla rete wireless del comune di Arezzo, sui cui terminali è installato il sistema operativo Linux".
Di questo appuntamento parlava oggi anche la Repubblica

mercoledì 9 settembre 2009

GIORNALISMO AI TEMPI DI INTERNET

Ecco che oggi sul Corriere, anzi per essere precisi nel blog di Marco Pratellesi, ho trovato un nuovo articolo che spiega cosa è, e come dovrebbe essere, il giornalismo nell'era di internet.
Il testo riprende un manifesto dei blogger tedeschi, che in 17 punti hanno riassunto come affontare i problemi relativi alla quantità di informazione, alla libertà, alla correttezza delle notizie ecc...
In pratica un decalogo su come migliorare la qualità del giornalismo online.
Ecco il decalogo

1. "Internet è diverso" Il nuovo mezzo di comunicazione è molto differente rispetto agli altri media. Chi vuol lavorare nel campo dell'informazione deve adattare i propri metodi di lavoro alla realtà tecnologica di oggi invece di ignorare e contestare il mondo multimediale. Bisogna produrre prodotti giornalisti nuovi e migliori.

2. "Internet è un impero mediatico tascabile" Grazie a internet è possibile fare dell'ottimo giornalismo anche senza immensi investimenti. Il web riorganizza le strutture esistenti dei media abbattendendo gli antichi confini che esistevano tra giornali, televisione, radio etc.

3."Internet è la nostra società e la nostra società è internet" Wikipedia, YouTube e i social network sono diventati una parte della vita quotidiana per la maggioranza delle persone nel mondo occidentale. I mezzi di comunicazione, se intendono sopravvivere alla rivoluzione tecnologica contemporanea, devono capire i legittimi interessi dei nuovi utenti e abbracciare le loro forme di comunicazione.

4. "La libertà di internet è inviolabile" Il giornalismo del XXI secolo che comunica digitalmente deve adattarsi all' architettura aperta di Internet. Non è ammissibile che si limiti questa libertà in nome di interessi particolari commerciali o politici, spesso presentati come interessi generali. Bloccare parzialmente l'accesso a internet mette a repentaglio il libero flusso delle informazioni e il diritto fondamentale di informarsi.

5. "Internet è la vittoria dell'informazione" Per la prima volta grazie a Internet l'utente può scegliere realmente come informarsi e attraverso i motori di ricerca attingere a un patrimonio d'informazione immenso.

6. "I cambiamenti apportati da Internet migliorano il giornalismo" Grazie a internet il giornalismo può svolgere un'azione socio-educativa completamente nuova. Ciò significa presentare notizie in continuo cambiamento attraverso un processo inarrestabile. Chi vuol praticare il giornalismo deve essere stimolato da un nuovo idealismo e capire che le risorse offerte da internet sono un incredibile stimolo a migliorare.

7. "La rete richiede collegamenti" La rete è fatta di collegamenti. Chi non li usa si autoesclude dal dibattito sociale e ciò vale anche per i sitiweb dei tradizionali mezzi di comunicazione.

8. "Linkare premia, citare abbellisce" Chi fa giornalismo online deve offrire all'utente un prodotto sempre più completo. Linkare le fonti e citarle permette di conoscere direttamente e più ampiamente i temi di cui si dibatte.

9. "Internet è la nuova sede per il discorso politico" Il giornalismo del XXI secolo deve fare in modo che il dibattito politico si trasferisca sempre di più sulla rete così il pubblico potrà partecipare direttamente ai discorsi politici e dire la sua.

10. "Oggi libertà di stampa significa libertà d'opinione" I giornalisti non devono temere che la rete possa sminuire il loro compito di selezionare le notizie e informare. La vera dicotomia che invece internet realizza è quella tra il buon e cattivo giornalismo.

11. "Sempre di più: le informazioni non sono mai troppe" Sin dall'antichità l'umanità ha capito che più informazioni si hanno più è grande la libertà. Internet è il mezzo che può più di tutti può allargare la nostra libertà.

12. "La tradizione non è un modello di business" Come dimostra già la realtà odierna è possibile fare buon giornalismo su internet e guadagnare denaro. Non bisogna ignorare lo sviluppo tecnologico solo perché secondo alcuni distruggerà le aziende giornalistiche, ma bisogna avere il coraggio di investire e ampliare la piattaforma multimediale.

13. “Il diritto d'autore diventa un dovere civico su Internet” La rete deve rispettare il diritto d'autore, ma anche il sistema del copyright deve adattarsi ai nuovi modelli di distribuzione e non chiudersi nei meccanismi di approvvigionamento del passato.

14. "Internet ha molte valute" Il modo più tradizionale di finanziare i giornali online è attraverso la pubblicità. Altri modi per finanziare i prodotti giornalistici devono esseri testati.

15. “Cio' che rimane sulla rete resta sulla rete” Il giornalismo del XXI secolo non è più qualcosa di transitorio. Grazie alla rete tutto rimane nella memoria degli archivi e dei motori di ricerca e ciò fa in modo che testi, suoni e immagini siano recuperabili e rappresentino fonti di storia contemporanea. Ciò stimola a sviluppare un livello qualitativo sempre migliore.

16. "La qualità resta la più importante delle qualità" Le richieste degli utenti sono sempre maggiori. Perché un utente resti fedele ad un particolare giornale online, quest'ultimo deve garantire qualità e soddisfare le richieste del lettore senza rinunciare ai propri principi.

17. "Tutto per tutti" Internet ha dimostrato che l'utente giornalistico del XXI secolo è esigente e nel caso di un dubbio su un articolo è pronto a studiare la fonte per essere maggiormente informato. I giornalisti del XXI secolo che il lettore cerca non sono quelli che offrono solo risposte, ma quelli che sono disposti a comunicare e a indagare.


PAROLARIO

Negli ultimi giorni sono saliti sul palco di ParoLario altri importanti personaggi.
Daria Bignardi, nella veste insolita di intervistata, ha presentato il libro "Non vi lascerò orfani". E'la storia della sua famiglia, del rapporto con sua madre, raccontato proprio nel momento in cui la madre viene a mancare. La giornalista ha parlato di sè, del suo lavoro, e ha fatto ridere il pubblico raccontando piccoli aneddoti della sua infanzia ferrarese.
Mario Calabresi, direttore de La Stampa, ha preso spunto dal suo ultimo libro "La fortuna non esiste", nato dall'esperienza della campagna elettorale di Obama, per fare un confronto tra giornalismo italiano e americano. In una intervista rilasciata al giornale locale ha detto che sostanzialmente la differenza sta nel fatto che "noi curiamo più la scrittura. Gli articoli americani, salvo quelli dei grandi settimanali, sono asciutti e freddi, ma approfonditi, c’è un controllo spasmodico di ogni dato. Da noi non accade" (ecco l'intervista completa rilasciata a La Provincia).
Un'emozione tutta particolare l'ha suscitata il racconto di Clara Rojas, sequestrata dalle FARC assieme a Ingrid Betancourt nel 2002 e liberata solo sei anni dopo. La Rojas ha parlato del suo sequestro, del figlio Emmanuel, nato dalla relazione con un guerrigliero e sottratole quando il bimbo era appena nato, e del suo rapporto con la ex compagna di prigionia.
Ricordi raccolti nel libro "Prigioniera", che l'autrice ha presentato in una video- intervista nella quale ha parlato della funzione catartica della scrittura e del ruolo della fede.

lunedì 7 settembre 2009

MENTANA IN PIAZZA

Enrico Mentana è stato ospite a Parma in occasione della rassegna Settembre Italiano (e io purtroppo non c'ero).
Intervistato dal direttore della Gazzetta, Giuliano Molossi, ha parlato della sua carriera, del suo futuro e di come vede lui il giornalismo, dicendo che se gli affidassero di nuovo un tg farebbe "un telegiornale non allineato, che combatta l'appiattimento degli opposti conformismi, per cui oggi in Italia Berlusconi ha sempre ragione oppure sempre torto".
Inserisco il link all'articolo della Gazzetta di Parma e il link al video dell'edizione locale di Repubblica

FACCIAMOCI 2 RISATE

Chi non ha mai speso un paio di minuti per "leggere" le istruzioni di emergenza degli aerei? Così, tanto per cercare di capirci qualcosa, visto che il 99% delle volte le hostess le spiegano in inglese.
Michele Ampollini, autore della sitcom Piloti, le ha però reinterpretate in maniera esilarante. E sono diventate un must su YouTube.



THE TIMES THEY ARE A-CHANGIN'

Eh sì, i tempi son proprio cambiati. Azioni, pensieri e stili di vita, tutto "resettato" dall'evvento del web. Tutti a lodare le magie di internet: ma quanti di noi sarebbero in grado di elencare quello che ha cambiato nel nostro quotidiano? Difficile vero?
Niente paura, ecco che il Telegraph ci dà una mano e ci elenca
«le 50 cose uccise da Internet».
  • Ascoltare un album musicale dall'inizio alla fine. Perché ascoltare un cd dall'inizio alla fine quando le canzoni orecchiabili sono al massimo un paio? Grazie a Internet le hit si scaricano singolarmente ed è davvero raro trovare qualcuno che ascolti un album dalla prima all'ultima canzone
  • Il televideo. Con l'avvento dei sitiweb che informano istantaneamente l'utente, il vecchio televideo è diventato davvero obsoleto.
  • Gli elenchi telefonici. Nell’epoca pre-web un intero scaffale delle case italiane era occupato dalle Pagine Bianche, dalle Pagine Gialle e da diverse rubriche telefoniche. Oggi invece basta un click e velocemente sul web troviamo i numeri telefonici che c’interessano.
  • Gli orologi. Nell'era digitale prima il telefonino e poi internet hanno trasformato l’orologio in un elegante accessorio di cui si può fare tranquillamente a meno.
  • I negozi di musica. Sono poche le persone che preferiscono un cd originale e pagato profumatamente alla musica scaricata gratis dal web. Lo sanno bene i vecchi negozi di musica che stanno scomparendo uno dopo l'altro.
  • La puntualità. Quando non esistevano internet e il telefonino, essere puntuali a un appuntamento era obbligatorio. Oggi invece è diventata comune la cattiva abitudine di spedire un messaggio cinque minuti prima dell’incontro per avvertire che si è in ritardo.
  • Lettere spedite per posta tradizionale. Quanto era romantico attendere l'arrivo di una lettera cartacea. Ma chi ha vissuto l'era pre-internet ricorda anche i ritardi e le numerose missive perse via posta tradizionale. Con le email storie del genere non si ripetono.
  • La memoria. Prima dell’era internet ricordavamo numeri telefonici, poesie e le gesta di personaggi famosi a memoria. Ma oggi che Wikipedia e Google aiutano a studiare e a conoscere le imprese con un solo click, soprattutto i più giovani perdono la capacità di ricordare a memoria.
  • L'acquisto di riviste e film porno durante l'adolescenza. Sembrerà una forzatura, ma per un adolescente acquistare la prima rivista porno era una sorta di «rito di passaggio». Oggi invece con la pornografia gratis sul web è diventato tutto più semplice.
  • Gli album fotografici. Nell'era di Internet che senso ha sfogliare vecchi album fotografici chiusi in lontani cassetti, quando si possono scaricare migliaia di foto sul pc e averle sempre a portata di mano?
  • L'arte di essere in disaccordo in modo civile. Da quando i blog sono comparsi sulla rete, il dibattito democratico è certamente aumentato, ma sono aumentati in maniera esponenziali gli utenti che discutono con poca civiltà. Tante persone che si confrontano sui blog preferiscono insultarsi e non moderano le parole, rendendo impossibile il confronto delle idee.
  • Guardare la tv in compagnia. La tv "on-demand" permette di vedere programmi su richiesta a qualsiasi ora. Ma ha accelerato anche la propensione a guardare gli spettacoli televisivi in solitudine.
  • La conoscenza ritardata dei risultati sportivi. «Quando è stata l'ultima volta che avete comprato un giornale per scoprire chi ha vinto una partita, piuttosto che per un commento e un’analisi?» si chiede nostalgicamente il sito web del Telegraph. Oggi grazie al web è davvero difficile che qualcuno attenda un’intera giornata per conoscere i risultati sportivi.
  • Il copyright. Le case cinematografiche e musicali stanno combattendo una dura battaglia per i diritti d'autore, ma Internet sta velocemente trasformando questo antico diritto in un ricordo del passato.
  • Fare sesso in luogo pubblico. In inglese si chiama "Dogging" e indica la pratica di fare sesso in luoghi pubblici. In passato era molto di moda in Gran Bretagna. Nell’era di Internet il sesso in pubblico non attrae più. La generazione Internet preferisce organizzare incontri piccanti con sconosciuti in luoghi più sicuri delle strade o dei parchi
  • Chiedersi di una persona famosa. «E' ancora viva? E' gay?»: Wikipedia ci permette di sapere all'istante informazioni su personaggi più o meno famosi. E i vecchi dubbi scompaiono con un click
  • Tornare dalle vacanze senza sapere cosa è successo nel proprio paese. Un tempo quando si andava in vacanza in luoghi tropicali era impossibile informarsi sulle news del proprio Paese. Oggi grazie ai siti d'informazione che possono essere consultati da ogni angolo del pianeta la generazione perennemente collegata al web non è mai veramente lontana da casa.
  • Conoscere le strade. Con i moderni navigatori satellitari conoscere le strade che collegano paesini e città non è importante come lo era in passato.
  • La Privacy. Si accusano spesso i governi di voler controllare i cittadini, ma con la diffusione dei social network sono disponibili informazioni che nemmeno il più autoritario e spietato Stato del mondo riuscirebbe a conoscere.
  • I giornali famosi. In America a causa della pubblicità che migra sui siti d’informazione hanno già chiuso importanti quotidiani come il Seattle Post-Intelligencer e il Rocky Mountain News. Autorevoli studiosi temono che col passare degli anni internet "ucciderà" la maggior parte dei giornali cartacei.
  • La concentrazione. Nel mondo superveloce di Internet soprattutto i più giovani trovano sempre più difficoltà a concentrarsi.
  • Girare per tutta la città alla ricerca della migliore tariffa assicurativa. Con la comparsa dei sitiweb di assicurazione, da casa si può scegliere la migliore tariffa e una delle più tediose attività annuali è risparmiata al cittadino.
  • Rimanere per sempre un artista sconosciuto. Con l'avvento del web è molto semplice far conoscere le proprie capacità artistiche mandando poesie e opere ai siti specializzati.
  • Provare una forte emozione a causa di un ricongiungimento amoroso. Grazie ai social network è molto più semplice ritrovare un antico amore o una vecchia fidanzata. Ma il cuore non batterà mai forte come se l’incontro fosse casuale.
  • Giocare con le carte a solitario. Uno dei passatempi più classici è stato definitivamente sostituito dall'omonimo gioco sul pc.
  • La prostituzione in strada. Il web ha dimostrato alle prostitute che è più facile ed economicamente più favorevole trovare clienti attraverso la Rete piuttosto che attenderli in strada.
  • Le note a piè di pagina. Nell'era di Internet le "note a piè di pagina" che si usavano per citare la fonte di un articolo o di un'opera stanno ormai scomparendo. Oggi Internet le considera superflue e adotta il sistema del link alla pagina web.
  • La pausa pranzo. Oramai per molti impiegati è solo un ricordo. Tanti preferiscono durante la pausa pranzo restare in ufficio e mangiare un panino davanti al pc così da sfruttare l’unico momento della giornata in cui si può navigare spensieratamente sul web senza essere scoperti dal capo.

sabato 5 settembre 2009

LIBERTA' DI STAMPA


"Non passa giorno senza che il presidente del Consiglio distilli la sua dose di disprezzo contro l'informazione: l'uomo politico che ha sui media una presa mai nemmeno sfiorata prima da nessun altro uomo politico ha il coraggio di lamentarsi di un sistema che è sfigurato dal suo conflitto di interessi"
E' quanto si legge in una nota della Fnsi dopo l'ultima esternazione del Presidente del Consiglio.
E proprio per impedire che venga messo il bavaglio all'informazione, la Federazione Nazionale della Stampa ha indetto per il 19 Settembre una manifestazione.
Una presa di posizione necessaria dopo il caso Boffo; dopo la querela a Repubblica per le famose 10 domande; dopo le critiche a Don Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana; dopo le citazioni per danni a l'Unità